martedì 11 ottobre 2016

Poesia / Geoffrey Hill: Elogio della poesia difficile - The praise singer.


Valentina Brunello, Barcellona, Fotografia, 2004 (Archivio personale).

"La parola 'accessibile' è perfetta in certi contesti; per esempio, i bagni pubblici devono essere accessibili per chi si muove sulla sedia a rotelle. Secondo me, però, una parola perfetta nell’ambito dell’educazione o delle arti civiche è del tutto fuori luogo in un discorso più ampio sulle arti. Non c’è motivo per cui un’opera d’arte debba essere immediatamente accessibile, di certo non nel senso che comunemente si dà a questa parola.
Dal mio punto di vista, la poesia difficile è la più democratica perché fa al pubblico l’onore di supporre che sia composto da esseri umani intelligenti. Molta poesia populista, oggi, tratta la gente come se fosse stupida. E questo particolare aspetto va di pari passo con quello della dimenticanza di una tradizione."

Da The Guardian del 10 agosto 2002: intervista a Sir Geoffrey William Hill di Robert Potts.


Sir Geoffrey William Hill.
"The word 'accessible' is fine in its place; that is to say, public toilets should be accessible to people in wheelchairs; but a word that is perfectly in its place in civics or civic arts is entirely out of place, I think, in a wider discussion of the arts. There is no reason why a work of art should be instantly accessible, certainly not in the terms which lie behind most people's use of the word.
In my view, difficult poetry is the most democratic, because you are doing your audience the honour of supposing that they are intelligent human beings. So much of the populist poetry of today treats people as if they were fools. And that particular aspect, and the aspect of the forgetting of a tradition, go together." 

From The Guardian (August 10, 2002): interview with Sir Geoffrey William Hill by Robert Potts.