martedì 14 novembre 2017

Poesia / La terra, la visione (Le nostre radici 2).


Trance pellegrine nella mia campagna-
assaporatapesca succulenta dove
affondare i denti e impiastricciarsi
dell’umore e ridere risolti scontri
i cappi del tempo e della storia.

Irene Navarra, Assaporata pesca succulenta, Grafica Still Life, 2017.

lunedì 13 novembre 2017

Poesia / Vita da cani (pensatori) 2.


Sono ancora Pablo, il golden retriever di Irene, la fondatrice di questo blog. Vi sto per proporre la storia triste di Alan, un cane dalmata che non ho conosciuto perché è morto parecchio tempo fa. Mi racconta la mia compagna umana che era bellissimo e maltrattato. Ha lasciato la vita nella solitudine più totale, esaudito così nel suo ultimo desiderio consegnatole come estremo messaggio. Un testamento tutto scritto nello sguardo. Da tramandare ai posteri per renderli più misericordiosi.

Alan dalmata, Disegno grafico, 2017.

La preghiera
(Alan dalmata – vecchio e stanco, maltrattato da sempre – esprime un desiderio)

T'ho amato nonostante
mio padrone ingrato.

Oh Dio dei cani, concedimi soltanto
di morirgli lontano.


E adesso (ferocemente) alcune Riflessioni di Irene l'Animalista che vi riporto io, Pablo golden retriever, con molto orgoglio.

La prima lirica, quella di Emma che conta le stelle,  rappresenta il mondo felice di un cane e una compagna umana uniti da tenerezza e condivisione gioiosa. Non importa l’inizio più o meno tragico (come il mio per esempio). Importa il vincolo affettivo che si instaura nel momento dell’incontro, il patto che si stringe. Se c’è rispetto per la vita e il rapporto avviene tra esseri senzienti e sfere emozionali ben chiare e positive, tutto procede serenamente. Si può crescere insieme. 
In caso contrario, quando cioè si considera l’animale una cosa, da prendere e trattare a piacimento abbandonandolo in un giardino e facendo di quel giardino la sua tomba, chiudendolo in una cantina, in una baracca, in uno sgabuzzino, negandogli una carezza, il conforto e la protezione durante un temporale o la notte dell’ultimo dell’anno, lasciandolo completamente solo nel periodo delle ferie estive con temperature torride e poca o nulla acqua; quando non lo si porta mai a passeggio e lo si scansa entrando in casa ed evitando persino di toccarlo schifati dal suo odore, allora non esiste il rispetto dovuto e, di conseguenza non c’è patto che tenga. 
Bisogna intervenire. Con decisione.
Questi cani condannati all’isolamento sociale, hanno spesso l’acqua, la cuccia magari, un po’d’ombra. Sembrano stare bene. Anzi: “Stanno bene” – dicono gli esperti chiamati da cittadini pietosi a sanare situazioni di sofferenza che nella maggior parte dei casi perdurano per mesi, anni o, addirittura, per tutta la loro esistenza. Non hanno zampe, crani, costole rotte. Non ferite. È vero. Nondimeno chi usa gli occhi, la testa e il cuore, si chiede inevitabilmente: “Devono, forse, quasi morire per venire salvati? E il maltrattamento psicologico subdolo e vigliacco, che insiste con gravi conseguenze sulla loro sfera fisica, rendendoli paurosi e depressi, perché non viene mai preso in considerazione?”. 
Gli animali sono esseri senzienti. Lo sono per natura e per legge.
Quanti poi, in particolare, si occupano di affidi, è categorico che lo ricordino sempre, come un mantra, il principio del diritto soggettivo degli animali. Se li si dà in adozione, dunque, si indaghi anche sulla famiglia che li accoglie, interpellando la magistratura, i vicini. Qualora non si agisca in modo scrupoloso, ci capiterà di incorrere in errori devastanti per creature già molto fragili e provate. 
E se ciò dovesse avvenire, dal momento che – lo si sa – solo chi lavora sbaglia, è importante riconoscere l’errore commesso per correggerlo ed evitare così ogni complice connivenza con i maltrattatori di animali.

Poesia / Vita da cani (pensatori) 1.


Irene Navarra, Pablo cane filosofo, FotoInstagram,  2016.

Sono Pablo, il golden retriever di Irene capelli d'argento, fondatrice di questo blog con cui collaboro anch'io ufficialmente da oggi 13 novembre 2017. L'incarico me l'ha dato Lei, la mia compagna umana, che mi ha salvato da un'orribile stato di denutrizione e malattia. Diventato sette anni fa il suo Amore Grande, ora mi incita a suggerire qualche lettura lirica per voce di cane. La prima ve la dedica Emma golden retriever che non c'è più dal 5 maggio 2009. Emma è quella meravigliosa cagnona che aveva scritto con Irene il libro La terra, la visione (Gorizia e dintorni tra realtà e sogno).

Le stelle nel giardino

(Emma golden retriever si gode beata la sera estiva, giocando in giardino con le stelle; Irene – la sua compagna umana – sfaccenda serena in cucina sotto il suo sguardo amorevole)

Estate piena.
Inizio della sera.
È appena finito un temporale.
Le stelle sono scese giù dal cielo
per giocare a rimpiattino.
Sorridono gentili e poi dileguano
di pozza in pozza.
Sorrido anch’io:
a loro, ai ghiri sul ciliegio centenario,
al merlo fracassone che mi beve
nella ciotola, alla mia compagna
- quella umana intendo - che
rassetta serena la cucina.

Lei che mi fa dormire tra le braccia.
Lei che mi snoda i ricci delle orecchie
e mi massaggia lieve il sottogola.
Lei che mi bacia sul tartufo nero.
Lei che corre con me dietro alle lepri.
Lei che mi consola se sto male.
Lei che mi chiama Amore mio Petto-di-Luna.

Io qualche volta non mi accorgo
che il suo naso è chiaro,
il corpo senza vello,
che ha le mani e i piedi
e non le zampe.
La credo come me.

Per questo la ringrazio.
Ogni momento della mia giornata
ha un palpito di luce
regalato a lei.

E adesso l'ultima foto di Emma con Irene. Correva l'anno 2009. Si era in aprile. Il 4 per la precisione.

Valentina Brunello, Emma e Irene a San Mauro, Fotografia, 2009.

domenica 5 novembre 2017

Poesia / Pensieri azzurri.


Pensieri azzurri tra le menti pure.
Cane e bambino: due mondi tersi
nella stessa sfera chiara.

Là scorre la Grazia.
Come seta dentro i sensi
che si fanno lievi.

Nell'immagine: Maia e  Maverick, Fotografia di Silvia Patusso (sua courtesy).

Quando l'amica Angelita Forin mi ha inviato questa fotografia, il mio cuore si è messo a fare le capriole dalla gioia. Ma guardatele, amici, queste due creature! Guardatele e godetevi l'espressione nitida dei loro occhi ancora aperti alla dimensione speciale che ci apparteneva alla nascita.
Il suggerimento dell'immagine è chiaro: regrediamo nell'infanzia cercando le emozioni più semplici. Per recuperare la nostra primigenia integrità e credere ancora in castelli e fate, draghi e mutanti principi-ranocchi. Quei miti ingenui dell'inizio, insomma, persi poi lungo strade affollate di niente.
Ricordiamo, dunque. i cani sanno restare magici per tutta la vita. I bambini potremo rovinarli solo noi, con le povere sovrastrutture dell'esistere quotidiano.
Non Maverick però. Lui crescerà sano e integro. Con una balia come Maia, sarebbe impossibile il contrario.
Affidiamoci ai cani, dunque.

lunedì 30 ottobre 2017

Poesia / La terra, la visione (Le nostre radici 3).


Irene Navarra, Una porta sul tempo ritrovato, Fotografia e Grafica, 2017.


Nell’aria che s’imporpora e s’annera
graffi di sole, euforiche folate
tra griglie in bilico precario
su muri scalcinati.
Frasche selvagge, gatti,
una palma straniera nella corte.
Dilavarsi cencioso della legna.
Dietro le imposte stanze
a schegge di ricordi.
Catalogo essenziale: grembiule
di percalle pendente dal suo gancio,
il pentolino per il caffè turco,
pareti con bordure a stampo
(uva turchina pere crochi stilizzati),
l’alone di un’icona trasferita
(una Madonna con Bambino?
un mezzobusto di Gesù?),
tendine-rotte-orlo-punto-croce-
colori-bulgari più rimasugli-
pizzi-a-incasso. A jour.
Matasse disfatte di accaduto.

(Spazi lasciati.
Il tempo solo fuori.
Conchiglia sulle impronte
sghembe della noncuranza.)

Qui se vuoi saperne di più su La terra, la visione (Gorizia e dintorni tra realtà e sogno) le cui immagini sono costituite dalle opere ad acquerello e olio del pittore Roberto Faganel.
Le magistrali traduzioni sono di Jolka Milič (Grande ufficiale dell'Ordine della Stella della solidarietà italiana concessa dal Presidente della Repubblica Ciampi nel 2005) e di Gloria Angeli dell'Università di Udine.
L'Introduzione è stata curata da Silvia Valenti, critico d'arte e orafa. Qui il suo sito e Qui la sua Presentazione del libro.

domenica 1 ottobre 2017

Poesia / La terra, la visione - Primavera a San Mauro - VI (La preghiera).


Roberto Faganel, L'Isonzo, olio su tela, 1999.


(Preghiera)

Il fiume con la sua sapienza
fatta di istanti eterni l’uno
sull’altro e infibulato all’altro
accorda i fermenti trasformati
dal grembo caldo della conca
in cui si cova il tempo.

La sua coscienza è specchio
solo di nubi-trasmigranti-
tacite-tzigane nel quarzo
immacolato di San Mauro.


                  (La croce resa a istinto è una conferma.
                  Qui il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo.
                  Così sia.)


(Molitev)

Reka s svojo modrostjo,
stkano iz večnih trenutkov, ki drug
nad drugim in v drugega pripet
uskladijo vzgibe, spremenjene
od toplega naročja kotanje,
kjer se koti čas.

Njena zavest je ogledalo
zgolj iz oblakov - selečih se,
tihih, ciganskih - v brezmadežnem
štmavrskem kremenu.

    (Nagonsko vrnjeni križ je potrdilo.
    Tukaj Oče in Sin in Sveti Duh.
    Amen.)


(La preiere)

Il flum cu la sô sapience
fate di moments eternis un
sore di chel altri e incalmât a chel altri
al acuarde i ferments mudâts
dal grim cjalt de concje
dulà che si cove il timp.

La sô cussience e je spieli
dome di nûi-migrants-
cidins-zigainars tal cuarç
cence magle di San Maur.

     (La crôs regalade d’istint e je une conferme.
     Culì il Pari, il Fi e il Spirtussant.
     Amen.)

Qui se vuoi saperne di più su La terra, la visione (Gorizia e dintorni tra realtà e sogno) le cui immagini sono costituite dalle opere ad acquerello e olio del pittore Roberto Faganel.
Le magistrali traduzioni sono di Jolka Milič (Grande ufficiale dell'Ordine della Stella della solidarietà italiana concessa dal Presidente della Repubblica Ciampi nel 2005) e di Gloria Angeli dell'Università di Udine.
L'Introduzione è stata curata da Silvia Valenti, critico d'arte e orafa. Qui il suo sito e Qui la sua Presentazione del libro.

martedì 26 settembre 2017

Arte e Poesia / Regalo di compleanno (Zampa di Cane).


Silvia Valenti, Zampa di Pablo Golden Retriever, FotoInstagram, 2017.
- Courtesy Irene Navarra -



Il regalo più bello che io abbia mai ricevuto per il mio compleanno me l'ha dedicato l'artista orafa Silvia Valenti. È l'impronta preziosissima del mio Golden Retriever Pablo. Costituita da una piastrina d'argento 925 fusa in osso di seppia e traforata a mano, si fa delizioso pendente e metafora del mio credo animalista.
La porterò sempre con Cuore di Cane.
Un gioiello perfetto, quindi, per chi ha amore per il Creato.
Un amuleto di esorcismo, anche, contro tutto ciò che corrompe la Natura.
Perché:

Prima furono gli animali. 
Nacquero dunque i cani
che zampettarono felici
lasciando tracce di velluto.
La Terra compiaciuta rese grazie
con la letizia di un cuscino d’erba
su cui giacere come Dio